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I viaggi di Jacopo: Due anni a Ischia

Negli anni 2003 e 2004 quando finiva la scuola io e mia mamma andavamo da soli all’ isola di Ischia vicino a Napoli in Campania. Andavamo con l’aereo da Milano Malpensa fino a Napoli poi da lì prendevamo il traghetto che ci portava a Ischia.
Il primo anno abbiamo soggiornato presso l’hotel La Pace a Lacco Ameno l’hotel, non era un gran che il mangiare neanche. La cosa che mi piaceva di più era la compagnia composta da Franco “Il fumatore “, Rita, Giorgio, Adele, Sandra “la bomba”, Giorgio II, Oliano e Luciana che arrivano da Fano.  Io con Oliano sono ancora in contatto, mentre Silvano e Anna che arrivavano da Fiesole vicino a Firenze non li ho più sentiti. In questo albergo c’erano due piscine termali, un bellissimo terrazzo dove io e Rita ci divertivamo   a nascondere nella borsa le sigarette di Franco e gli dicevamo “il fumo uccide” “il fumo fa venire tante malattie”. Secondo me Rita aveva ragione: fumare è un bruttissimo vizio e non è bello imparare. Da subito io e i miei amici di Fano abbiamo fatto amicizia perché sono persone simpatiche.

L’anno dopo sono tornato, questa volta ero all’ Hotel Galidon a Forio, che era tutto il contrario di quello dell’anno precedente. Mi sono divertito tantissimo e la compagnia era ottima: il mio gruppo era composto da Antonio e Piera di Cernusco sul Naviglio, Livio, Cristina e Raffaella di Reggio Emilia, Aldo, Giuliano e sua moglie di Montecatini e Carla di Varese.  Anche se i miei amici di Fano erano in un altro hotel sono venuti apposta a trovarmi e mi hanno fatto una bellissima sorpresina. In questa vacanza ho fatto tantissime gite e mi ricordo benissimo Lacco Ameno, Sant’Angelo, Ischia porto e Casamicciola. Alla mattina stavo in albergo a fare le cure termali e poi andavo in piscina con Antonio e tutta la compagnia a divertirmi, mentre al pomeriggio andavo in giro e facevo i compiti con la Raffaella (che era una maestra di matematica in pensione). Ho due ricordi bellissimi: il primo era una mattina che Aldo, il mio grande amico, si era addormentato e noi tutti eravamo preoccuparti; il secondo era quando erano le 11:45 e Antonio diceva a sua moglie “Piera butta la pasta” e lei gli obbediva. A me è dispiaciuto che Antonio e Piera erano in un appartamento e non in albergo. Le serate erano bellissime andavamo tutti in un bar a prendere il caffè e io il gelato, i regalini doppi che trovavo nel gelato li davo a Aldo che poi li dava ai nipotini. Una sera siamo andati io, Aldo, Carla, Mamma a Sant’ Angelo il paesello più bello e caro dell’isola. In quei due anni di vacanza da solo con la mamma mi sono divertito tanto e i miei amici Antonio e Piera li sento quasi tutte le settimane via SMS sul cellulare di Piera, e gli altri del gruppo una volta all’ anno per gli auguri di Natale. Gli unici che non sento più sono Giuliano e sua moglie perché non ho il numero. Mi piacerebbe tantissimo ritornare a Ischia e rivedere questi amici soprattutto il Giuliano perché mi diceva di mangiare la “verdura”. 




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