venerdì 27 gennaio 2023

I FILM CHE HO VISTO

 

CHICAGO FIRE


AVATAR 2



BOHEMIAN RAPSODY

 

JURASSIC WORLD



JURASSIC PARK

 

MAMMA HO PERSO L’AEREO



FRANCI

Le mie vacanze

 vacanza Igea marina 

 


bello ho mangiato  

andavo in piscina la mattina 

il pomeriggo al mare 

ero in camera con giuliana m, sharon p, giulia b che russava tanto.

ascoltavo la musica  con marco palladini 


Vacanza in montagna



c'erano gli asini neve e emma e denig



andrea

Il mio compleanno

 Il mio compleanno

le mie amiche del mare maria e francesca  sono venute a casa per  il mio compleanno, ho fatto 22 anni. era un martedì e la  sera c'erano anche alessia e daniela. Io mi sono divertita e sono venuti i miei cugini edo, camilla, caterina, stefano e le zie nunzia, paola e sara e gli zii pasquale, antonello e  antonio che sono i fratelli della mia mamma. 


andrea


Chi sono

 Mi chiamo andrea chiara M D. nella mia famiglia ci sono mamma laura e papà luca, poi giacomo, giovanni, filippo (con la sua ragazza bella) e daniela. a volte litigo con daniela e lei mi fa male e mi tira qualche graffio.

Gioco a Baskin. A giocare tra i senior ci sono mia "cugina"chiara e mia "cugina" marta e il mio amico andrea che chiamo "Hercules" o "zio".
Ieri visto loro, simone p, monica o,  antonia che chiamo "mamma", paolo m che chiamo "fratello".



DIFFUSIONE DELLA PAROLA "TOMATO" NELLA LINGUA ITALIANA

La parola di origine azteca “tomato” (o anche “tomate”) si può benissimo tollerare anche nella nostra lingua (il plurale regolare italiano diverrebbe “tomati”), ma tuttora non è registrato in nessun dizionario d’italiano. Infatti anche nei dialetti italiani si usano termini simili come “tomata” nel dialetto ligure e “tomatica” nel dialetto piemontese. Quando questo ortaggio arrivò in Italia nel lontano 1544, il botanico di Siena Pietro Andrea Mattioli, in uno dei suoi scritti che verrà presto accolto nei dizionari d’italiano, coniò il più noto termine italiano “pomodoro” (dalla locuzione “pomo d’oro”). Il termine è dovuto al fatto che in origine i tomati erano di colore giallo in fase di maturazione. Forse l’abitudine di dire solamente “pomodoro” al posto di “tomato”, è dovuta al fatto che durante il fascismo venne imposto questo traducente, perché probabilmente “tomato” faceva assonanza con la locuzione inglese “tomato ketchup”, che i fascisti stessi avevano italianizzato in “salsa rubra” (letteralmente “salsa rossa”) per la versione prodotta dalla Cirio. Se ci avete fate caso nello stesso periodo fascista anche il termine di origine greco “panorama” diventò “tuttochesivede”, ma quest’ultimo non ebbe mai successo. E allora tutto sommato chiamare il tomato “pomodoro” è un pò come chiamare il panorama “tuttochesivede”, oppure ancora chiamare la patata “pomo di terra” (dal francese “pomme de terre”). Così come avviene con l’ananasso (più spesso utilizzato con la forma tronca “ananas”) che può essere chiamato anche “pomo del pino” (dal francese “pomme de pin”, e in inglese si dice comunemente “pineapple”) oppure il mais (o come suggerisce Giulio Mainardi di adattarlo in “maide”) che può essere chiamato “granoturco”, e infatti quest’ultimo è spesso utilizzato come sinonimo. Quindi se vogliamo diffondere nella nostra lingua la parola “tomato” scrivetelo sotto nei commenti.
Daniel

la musica

 TUTTA  LA LISTA DEI NOMI DEI CANTANTI

NEK 

NOEMI 

PIERO PILU

FIORELLA MANOIA 

PAOLO MENEGUZZI

EROS RAMAZZOTTI

LUCA DIRISIO

PAOLO BELLI

GABRY PONTE

CARTOONS

MATIA BAZAR 

RAFFAELLA CARRA'

ARISA

PAOLA E CHIARA  ROBERTO VECCHIONI

GIANNI MORANDI

MARCO MENGONI 

FRANCESCO RENGA

LAURA PAUSINI

CLAUDIO BAGLIONI

CELINE DION

ELTON JOHN

ANTONELLO VENDITTI 

DJ FRANCESCO

FACCHINETI

ENRICO RUGGERI 

UMBERTO TOZZI

PUPO

CESARONI

BIAGIO ANTONACCI

GIORGIA

ELISA

LIGABUE

JOVANOTTI

GIANNI TOGNI

DOLCENERA

ANNALISA

GIANNA NANNINI

MODA' 

EMMA

ANNA OXA

ADRIANO CELENTANO

GIGI D'ALESSIO

ANNA TATANGELO

ANDRES GLI

VALERIO SCANU

GIANLUCA GRIGNANI

IRENE GRANDI

MASSIMO DICATALDO

FIORELLO E TOSCA

ARIANNA E MARCO

PATTY PRAVO

LUCA BARBAROSSA

GIUSY FERRERI

TIZIANO FERRO

HAPPY DAYS

UN POSTO AL SOLE

VIOLETTA RUGGERO PASQUARELLI

MARTINA STOESSEL

 JORGE BLANCO

 LODOVICA COMELO

EDOARDO BENNATO

JAX

 FEATILCILE

ALVAR SOLER 

AQUA

PSY 

STUDIO 3

NOMADI

 SCLUB7

CESARE CREMONINI

CANZONE MILAN

MORENO

FRANCESCO SARCINA

MAX GAZZE 

NEFFA

THE KOLORS 

ALBANO  

KATY PERRY 

LADY GAGA

FRNCESCO GABBANI

LORENZO FRAGOLA

IL VOLO

DEMI LOVATO

MARCO CARTA

ALESSANDRA AMOROSO

SONOHRA 

LUNAPOP

JENNIFER LOPEZ  

PITBULL

SHAKIRA

ROCCO HUNT

GREEN DAY

MAX PEZZALI

SAMUELE BERSANI 

RAF

BABY K

MALIKA AYANE

CARMEN CONSOLI

RICCHI E POVERI

ABBA 

POOH

LORETTA GOGGI

VIOLA VALENTINO

ALAN SORRENTI

RENATO ZERO

MIA MARTINI

ALEX BRITTI

STADIO

FAUSTO LEALI

RICCARDO FOGLI

GAZOSA

DJ MAATRIX

SELENA GOMEZ 

FEDEZ 

BENJ E FEDE

AMICI DI ARTISTI UNITI PER L'ABRUZZO 

CHIARA 

BATTIATO

EDOARDO BENNATO

ANGELO BRANDUARDI

MARCO MASINI

COCHI E RENATO

RIHANNA 

P!NK 

SIA

BRUNO MARS

MICHELE ZARRILLO

PQUADRO

BEYONCE 

FINLEY 

NADIA

FABIO ROVAZZI

LOSTATOSOCIALE

RIKI

 IRAMA

SOFIA CARSON

ERMAL META

ROMINA POWER

GOTYE ELODIE DIODATO

RITA PAVONE

ELETTRA LAMBORGHINI

VASCO ROSSI

NEGRITA ZUCCHERO IRENE FORMACIARI

MAHMOOD

IRAMA

ALBERTOURSO

LUIS FONSI

ARIANNA GRANDE

ZUCCHERO ANASTACIA

ALEX BARONI

MASSIMO RANIERI

LOREDANA BERTE

LUCIO DALLA

THEGIORNALISTI

FABRIZIO MORO

FRED DE PALMA

GINO PAOLLI  AMANDA SANDRELLI

ORIETTA BERTI

MARCELLA BELLA

DOVE CAMERON  SOFIA CARSON

IVANA SPAGNA

POVIA

MALGIOGLIO

CAPAREZZA

ALEX BRITTI

PAOLA TURCCHI

NINA ZILLI

IRENE FORNACIARI

TAKAGI E KETRA

FABIO ROVAZZI

MADONNA

ALESSIA CARA

BEYONCE

PHIL COLLINS

FIORDALISO

MIGUEL BOSE 

VASCO ROSSI

QUEEN

DANIELE SILVESTRI

FABRIZIO DEANDRE

LEVIBRAZIONI

CHER

HEATHER PARISI

LORELLA CUCCARINI

GIANNI PETTENATI

PINGUINI TATTICINUCLEARI

CATERINA VALENTE 

RITA PAVONE

RIGHEIRA

MIKA

ICUGINI DI CAMPAGNA

MANGO


Anna G

venerdì 13 gennaio 2023

I pesci del mar rosso

 quest’ inverno sono stato a Port Galip in vacanza e ho visto tantissimi pesciolini. Stamattina ne ho parlato al mio amicone Mauro e quindi abbiamo deciso di collaborare insieme io a scrivere e Mauro a colorare i pesci del mar Rosso.

1.     Squalo a pinna bianca da scogliera del reef (Triaenodon obesus (Rüppel, 1837)) è una specie di squalo della famiglia dei Carcarinidi, unico membro del suo genere.

2.      Squalo grigio di scogliera Pesce catilagineo del gruppo dei Selaci. Hanno il corpo di forma allungata, ricoperto da pelle ruvida per le scaglie che la rivestono.Hanno branchie non coperte da opercoli.
Sono pesci predatori, con un senso dell'olfatto molto sviluppato e la capacità di percepire le vibrazioni dell'acqua a distanze notevoli. La loro bocca contiene molte file di denti appuntiti che quando si consumano vengono sostituite. Ci sono diverse specie di squali.

3.      Squalo dalle punte argente Lo squalo dalle punte argentee è una specie robusta e aerodinamica con un muso largo e abbastanza lungo e grandi occhi rotondi. Le cinque paia di fessure branchiali sono brevi. Su ogni lato delle mascelle vi sono 12-14 denti, più 1-2 denti più piccoli sulla sinfisi (la zona centrale delle mascelle). I denti superiori sono larghi, hanno cuspidi triangolari oblique e sono strettamente serrati tra di loro alla base; quelli inferiori hanno cuspidi erette e sono più distanziati. La prima pinna dorsale è grande e triangolare e ha origine sopra o poco più avanti le estremità libere delle pinne pettorali. Tra la prima e la seconda pinna dorsale vi è una sorta di cresta. Le pinne pettorali sono proporzionalmente più lunghe di quelle della maggior parte dei Carcarinidi ed hanno forma falciforme ed estremità appuntite[2][8].La colorazione è grigio-azzurra con riflessi bronzei sul dorso e bianca sul ventre. Lungo i fianchi corre una sottile striscia bianca e tutte le pinne hanno i margini e le estremità bianchi. Lo squalo dalle punte argentee può raggiungere i 3 metri di lunghezza, ma generalmente non supera i 2-2,5 metri. Il peso massimo registrato è di 162,2 chili[3]. Le femmine sono più grandi dei maschi[7].

4.      Squalo pinne nere da scogliera Come suggerisce il nome inglese (Blacktip Reef shark), solo le punte delle pinne pettorali e della pinna dorsale sono nere, mentre il resto del corpo è più chiaro. Si tratta di una specie robusta con un corpo allungato tipicamente da squalo, con un muso corto, largo ed arrotondato ed occhi ovali e moderatamente grandi. Ciascuna narice è protetta da un lembo di pelle che si espande in un lobo a forma di capezzolo. Senza contare il piccolo dente simfisiale centrale, sono presenti da 11 a 13 file di denti (in genere 12) sulla mascella superiore, da 10 a 12 (generalmente 11) su quella inferiore. I denti superiori sono in parte diritti ed in parte piegati ed a forma di triangolo, con dentellature più grossolane alla base e fini alla sommità del dente. I denti inferiori sono simili a quelli superiori, ma le dentellature sono tutte fini[3][5]. I denti del maschio adulto sono più incurvati di quelli della femmina[12]. Le pinne pettorali sono grandi ed a forma di falce, e sono appuntite. La prima pinna dorsale è alta, il suo bordo posteriore è ad S e si origina al di sopra delle pine pettorali. La seconda dorsale è relativamente grande, ma ha un bordo posteriore ridotto ed è posizionata in opposizione alla pinna anale. Non è presente alcuna cresta interdorsale. Il dorso è bruno grigiastro pallido ed il ventre bianco, ed è presente un'appariscente fascia bianca sui fianchi che si estende in avanti a partire dalla pinna anale. Tutte le pinne hanno delle punte nere contornate da bordi bianchi, particolarmente vistosi sulla prima dorsale e sul lobo ventrale della pinna caudale. La pinna dello squalo è nera infatti si riconosce subito. La maggior parte di questi animali non supera gli 1.6 metri, e raramente arrivano ad 1.8, anche se si sono registrati esemplari che presentavano lunghezze fino a 2 metri[3] e masse corporee di più di 45 kg[13].

5.     Lo squalo grigio del reef gli assomiglia molto, ma si distingue per il corpo grigio e tarchiato, e per l'assenza della caratteristica punta nera sulla pinna dorsale.

6.      Squalo martello smerlato La forma è tipica degli squali martello: presenta un corpo snello ma muscoloso, allungato, con la testa a forma piatta e allargata, ai lati della quale albergano gli occhi. La pinna dorsale è triangolare e molto sviluppata, così come il lobo superiore della pinna caudale.
Raggiunge una lunghezza di 430 cm per un peso di 250–300 kg.

Squalo balena L'aspetto è quello tipico da squalo, tuttavia presenta un corpo maggiormente largo e appiattito sul dorso, con testa smussata e bocca molto ampia.

Le bocche di squalo balena possono contenere oltre 300 file di minuscoli denti e 20 tamponi filtranti che servono per filtrare il cibo.[5] A differenza di molti altri squali, le bocche degli squali balena si trovano nella parte anteriore della testa piuttosto che nella parte inferiore della testa.[6] È stato riferito che uno squalo balena di 12,1 m (39,7 piedi) aveva una bocca larga 1,55 m (5,1 piedi).[7]

Esemplare fotografato all'acquario della Georgia in Atlanta nel 2018.

La sua pelle è tra le più spesse nel regno animale, fino a 14 cm[8]. Malgrado l'apparenza che incute timore, è relativamente innocuo per l'uomo, che può avvicinarlo con l'unico rischio di essere inavvertitamente urtato dalla sua enorme mole. Si nutre quasi esclusivamente di plancton, filtrando il cibo con le branchie. Le due pinne dorsali non sono molto grosse e posizionate nella metà posteriore del corpo. La pinna caudale è quasi simmetricamente bilobata, le pinne pelviche sono ubicate inferiormente, mentre le pettorali sono assai ampie e posizionate sotto alle due ultime fessure branchiali. La pelle presenta piccole sporgenze a scacchiera evidenziate dalla livrea a punti bianchi su fondo blu-verdastro. Il ventre è biancastro. La coda ha i lobi simili (con il superiore un po' più lungo).

Dimensioni di vari individui di squalo balena con un essere umano per scala.

Lo squalo balena è il più grande animale non cetaceo del mondo. Le prove suggeriscono che gli squali balena mostrano dimorfismo sessuale per quanto riguarda le dimensioni, con i maschi che non crescono tanto quanto le femmine. Uno studio ha esaminato la crescita degli individui di squalo balena in 10 anni ha concluso che i maschi raggiungono in media da 8 a 9 metri (da 26 a 30 piedi) di lunghezza; sebbene questo non rappresenti la dimensione massima possibile. Lo stesso studio prevedeva che le femmine raggiungessero in media una lunghezza di circa 14,5 m (48 piedi), sulla base di dati più limitati. Studi precedenti che stimano la crescita e la longevità degli squali balena hanno prodotto stime che vanno da 14 a 21,9 metri (da 46 a 72 piedi) di lunghezza. Prove limitate, principalmente da maschi, suggeriscono che la maturità sessuale si verifica tra 8 e 9 metri (da 26 a 30 piedi) di lunghezza, con le femmine che possono maturare di dimensioni simili o maggiori. La lunghezza massima della specie è incerta a causa della mancanza di documentazione dettagliata degli individui più grandi segnalati. Sono stati segnalati diversi squali balena di circa 18 m (59 piedi) di lunghezza. Il peso di un adulto può arrivare anche a 20 tonnellate.

Il 7 febbraio 2012, un grande squalo balena è stato trovato galleggiare a 150 chilometri (93 miglia) al largo della costa di Karachi, in Pakistan. Si diceva che la lunghezza del campione fosse compresa tra 11 e 12 m (36 e 39 piedi), con un peso di circa 15.000 kg (33.000 libbre).[9]

7.     Trigone a macchie blu Taeniura lymma (Forsskål, 1775), La pastinaca a macchie blu o trigone a macchie blu è un pesce cartilagineo della famiglia Dasyatidae, distribuita nelle acque dell'oceano Indo-Pacifico dall'Africa meridionale al Mar Rosso fino alle isole Salomone. La lunghezza di questo dasiatide supera raramente i 70 centimetri

8.     Manta gigante Il corpo della manta gigante è costituito da un disco rosso di forma romboidale largo circa 2,2-2,4 volte la sua lunghezza, con gli apici appuntiti verso le estremità laterali. Il capo è largo quasi un terzo dell'ampiezza del disco, e presenta all'estremità anteriore una bocca molto ampia con ai lati due peculiari appendici dette pinne cefaliche, che durante i pasti vengono tenute aperte per convogliare il cibo, mentre durante il nuoto vengono arrotolate assumendo l'aspetto di corna, da cui il nome latino birostris. Gli occhi sono posti subito dietro alle pinne felici, ai lati del capo. Sul ventre si aprono bilateralmente le cinque fessure branchiali, ampie e munite di un apposito filtro per il plancton[3]. Posteriormente al corpo si diparte una sottile appendice caudale che supera di poco la lunghezza del corpo, sormontata alla base da una minuscola pinna dorsale. Non presenta aculei veleniferi, se non in forma abbozzata[4]. La pelle presenta piccoli denticoli dermici di forma radiale. La colorazione sul dorso è bruno-nerastra o grigia, abbastanza uniforme con a volte zone o macchie più chiare, mentre sul lato ventrale è bianco lattiginosa ma con presenza di macchie scure che assumono conformazioni diverse in ogni esemplare, tanto da essere utilizzate dagli studiosi per il riconoscimento in una data popolazione. Essendo un condroitto, è dotata di uno scheletro di natura cartilaginea.Si tratta del gigante della famiglia e di uno dei pesci più grandi in assoluto, raggiungendo un'apertura del disco di 6,7 metri ed un peso superiore alla tonnellata, anche se sono state riportate misure persino superiori, fino a 9 metri di ampiezza[5]. Le maggiori dimensioni ed alcuni particolari nella dentatura e nella colorazione differenziano questa specie dall'affine Manta alfredi, riconosciuta come specie distinta solo nel 2009[6].

9.     Aquila di mare maculata Le razze aquila maculate hanno un corpo piatto a forma di disco, blu scuro o nero con delle macchie bianche il dorso e con un ventre bianco, e un piatto muso distintivo simile al becco di un'anatra. Le loro code sono più lunghe di quelle altre razze e possono avere 2-6 aculei velenosi sotto le pinne pelviche. La metà anteriore del lungo disco pettorale ha cinque piccole branchie nel lato inferiore[5].

Le razze aquila maculate adulte possono misurare fino a 5 metri in lunghezza, 3 metri di ampiezza alare e pesare fino a 230 kg[5].Questa razza può essere riconosciuta dalla sua superficie dorsale, che è nera e ricoperta di macchie o anelli bianchi. Vicino alla base della coda relativamente lunga della razza, sotto la pinna pelvica, si trovano numerosi aculei pungenti e velenosi.

10.  Murena gigante È la più grande murena esistente, potendo raggiungere i 3 m di lunghezza e i 30 kg di peso.[1][2] Gli adulti hanno una livrea bruna maculata di nero, con una evidente macchia nera che circonda l'apertura branchiale.

11.  Murena grigia 'aspetto generale è quello comune alle murene. La colorazione è fondamentalmente bianco-grigiastra alla base con un caratteristico disegno geometrico sul capo (viene anche detta murena geometrica). La caratteristica che contraddistingue questa specie è proprio questo tipico disegno sul capo, tracciato da dei puntini neri che, con perfezione geometrica, formano linee dritte.Come le altre murene, la piccola G. griseus è un predatore notturnoÈ una murena di piccole

12.  Pesce  soldato Gli Holocentridae, noti comunemente come pesci soldato, o pesci scoiattolo, sono una famiglia di pesci ossei marini appartenenti all'ordine Beryciformes.

13.  Pesce scoiatolo spinoso Sono pesci dotati di occhi molto grandi, opercolo branchiale che porta alcune spine sul bordo e muso appuntito. Hanno scaglie grandi e vistose, ruvide al tatto. La pinna dorsale ha una parte anteriore con robusti raggi spinosi più lunga della parte a raggi molli situata posteriormente; la pinna anale ha 4 raggi spinosi. La pinna caudale è forcuta ed è portata da un peduncolo caudale piuttosto sottile.Il colore è generalmente di tonalità rossa, in alcune specie molto brillante.La taglia massima di 60 cm è raggiunta da Myripristis murdjan, nella maggioranza delle altre specie però è minore.

14.  Pesce trombetta Il suo aspetto è così caratteristico da risultare inconfondibile, infatti, oltre ad un lungo "muso" tubolare che porta all'apice la piccola bocca, simile a quello dei pesci ago o dei cavallucci di mare, questo pesce ha un corpo di proporzioni normali, non filiforme, compresso lateralmente e privo di scaglie.
L'occhio è piuttosto grande. Le 
pinne dorsali sono due, arretrate, la prima porta una lunga e robusta spina dentellata, la seconda è assai piccola. L'anale è piccola e così le ventrali mentre le pinne pettorali sono un po' più grandi. La pinna caudale è piccola, con bordo leggermente concavo. Il corpo è armato di alcune placce ossee cutanee protettive.
Il colore è uniformemente argenteo con sfumature rosee.
Raggiunge solo eccezionalmente i 20 cm.

15.  Pesce leone La testa è relativamente piccola, la bocca grande, gli occhi sporgenti, sormontati da due escrescenze (presenti anche intorno al mento). La fronte è alta, il dorso curvo, mentre il ventre relativamente piatto. Il corpo si restringe verso il peduncolo caudale, che precede una coda piuttosto larga, tondeggiante.I primi raggi della pinna dorsale e di quella anale sono in realtà aculei veleniferi, ben eretti dal pesce quando è in situazione di pericolo. L'apparato velenifero consiste in 13 aculei sulla pinna dorsale e 3 in quella anale, tutti composti da aculei cavi collegati a una ghiandola velenifera; i raggi delle pinne pettorali sono aculei pieni, non velenosi. La livrea è a strisce tendenzialmente verticali marroni e bianche, alcune sottili e altre più larghe. Anche le pinne sono striate di bianco e marrone.Raggiunge una lunghezza massima di 38 cm.

16.  Pesce pietra Il pesce pietra presenta un corpo tozzo, con testa e bocca molto grandi, peduncolo caudale più stretto. Le pinne sono grosse, tozze e arrotondate, rette da raggi spessi. Gli aculei che reggono la pinna dorsale, da 12 a 14, sono collegati a ghiandole velenifere che secernono un potente veleno. Alcuni esemplari hanno anche i raggi delle pinne pettorali velenosi. Il corpo è completamente ricoperto di escrescenze carnose e callose e altre simili a piccole alghe, dando a questa specie l'aspetto di una roccia incrostata di alghe e coralli. La livrea varia dal rosso-rosa al bruno scuro, talvolta anche al bluastro. Raggiunge una lunghezza di 40 cm.

17.  Falso pesce pietra E’ un pesce grande, molto simile agli scorfani, a volte confuso con il pesce pietra. Il colore è variabile, di solito corrisponde al fondo.
Spine dorsali (totale): 12; Raggi dorsali molli (totale): 8-10; Spine anali 3; Raggi anali molli: 5 – 6. Raggi della pinna pettorale di solito 18; schiena arcuata, con circa 45 righe scala verticale; osso mascellare con 2 o 3 spine, seguite da 1 o da 2 aculei che puntano verso il basso e indietro; cresta suborbitale con 4 o punti più spinosi, di solito più di 8 o 10 punti, non in una riga e di varie dimensioni; una fossa poco profonda sotto angolo anteriore dell’occhio.

18.  Pesce coccodrillo Seppur di forma inusuale il pesce coccodrillo appartiene alla famiglia degli scorpenidi. Deve il suo nome alla forma del capo e alla larga bocca, che lo fanno assomigliare ad un coccodrillo. Pesce dal corpo appiattito, largo nella parte anteriore e affusolato in quella posteriore. La testa ha forma triangolare con la mascella inferiore più sviluppata pertanto la bocca apparirà leggermente rivolta verso l'alto. Sopra la testa sono presenti costolature ossee con robuste spine. La colorazione è grigio-brunastra chiara con grosse macchie scure sulle pinne e su tutto il corpo. Le pinne pettorali e ventrali sono maculate. Il pesce presenta due pinne dorsali, di cui la prima preceduta da una spina isolata e una pinna caudale di forma arrotondata. Il pesce coccodrillo può raggiungere i 70 centimetri di lunghezza. Nonostante l'aspetto, è un pesce innocuo ad eccezione delle spine che possono procurare dolorose ferite.

19.  Cernia corallina La cernia indopacifica o conosciuta anche come cernia dei coralli (Cephalopholis miniata (Forsskål, 1775)) è un pesce d'acqua salata appartenente alla famiglia Serranidae (sottofamiglia Epinephelinae).

20.  Cernia a punte nere È un bel pescione, robusto e possente, dal corpo ovale, compresso ai lati e dalla testa imponente. La mascella inferiore è leggermente prominente rispetto a quella superiore e le labbra sono carnose e molto evidenti. I denti sono lunghi e aguzzi e sono disposti su entrambe le mascelle. Il preopercolo ha il margine posteriore dentellato e l’opercolo tre corte spine. Le scaglie sono piccole e sono presenti anche sul capo e sulla mascella inferiore. La pinna dorsale è lunga e divisa in due parti: la parte anteriore è dotata di robuste ed acuminate spine, la posteriore ha raggi molli. Le pinne pettorali sono larghe e la pinna caudale è arrotondata. La pinna anale è poco evidente ed è simile, anche come grandezza, alla seconda parte della pinna dorsale.
Il dorso è bruno, i fianchi sono leggermente chiari e il ventre è giallastro, come la parte esterna delle labbra. Capo, dorso e fianchi sono marezzati di giallo, di bianco o di arancione, a seconda degli esemplari. Le pinne sono scure e hanno il margine più chiaro. L’esemplare qui descritto è la Cernia tipo, ma in realtà la colorazione di questi pesci varia moltissimo in funzione dell’habitat in cui vivono. La Cernia è infatti dotata di un mimetismo accezionale ed il suo colore può assumere tonalità verde scuro se il fondale dove abita ha molte alghe, oppure quasi nero se frequenta grandi antri, o addirittura bianco se si trova sulla sabbia.
La Cernia può arrivare a un metro di lunghezza e a una sessantina di chilogrammi di peso. Si riproduce in estate, quando abbandona gli abissi per risalire verso la costa. E’ carnivora e si nutre di molluschi, di crostacei e di pesci. Il suo piatto preferito è comunque rappresentato dal polpo, che insegue con ferocia e accanimento. Quando ne vede uno non gli dà tregua e a morsicate gli toglie a uno a uno i tentacoli, fino a quando il poveraccio non può più tenersi aggrappato alle rocce e viene inghiottito in un solo boccone. Per catturare i pesci per il pranzo, invece, la Cernia usa un sistema abbastanza singolare, ma decisamente comodo, da grande pigrona che è. La sua mole, di solito imponente, la condiziona non poco e poi non è dignitoso correre dietro ai pinnuti più piccoli, nemmeno se si ha fame. Allora la cernia adotta un sistema di caccia tutto suo: si sceglie un buco che si affaccia magari su uno strapiombo frequentato dai piccoli pesci di passo ed aspetta acquattata nell’ombra. Quando un pesciolino sprovveduto le passa a tiro, ignaro del pericolo, apre la sua enorme bocca ed aspira l’acqua come un’idrovora, succhiando letteralmente la preda nelle sue fauci.

Cernia di malabar L'aspetto generale di questo animale non si discosta significativamente da quello delle altre cernie del genere Epinephelus come la cernia bruna del Mediterraneo. La determinazione della specie si basa dunque sulla livrea che ha colore di fondo da grigiastro a verde oliva cosparso di punti bianchi e neri. Questi punti si possono talvolta unire a formare macchie irregolari. Nell'affine Epinephelus coioides, anch'esso immigrato nel Mediterraneo, la macchie sul corpo sono rossastre o arancio[3][4].Si tratta di una cernia di grandi dimensioni: la lunghezza massima nota è di 234 cm, la taglia media è sul metro. Il peso massimo noto è di 150 kg[4].

21.  Cernia maculataLa cernia maculata è un pesce longevo con un tasso di crescita molto lento. È un ermafrodita protogino. Le cernie sono tra i migliori predatori sulla barriera corallina; si nutrono principalmente di piccoli pesci e talvolta di crostacei

22.       Anthias questo pesciolino è abbastanza diverso dagli altri serranidi mediterranei dato che ha una sagoma più alta e corpo compresso ai lati, con bocca relativamente piccola. Gli occhi sono grandi e la fronte leggermente arcuata. La bocca è armata di piccoli denti caniniformi. La pinna dorsale è abbastanza ampia, nei maschi il secondo e il terzo raggio spinoso portano un'appendice laminare simile a una bandierina. La pinna caudale è fortemente forcuta, il lobo inferiore è più lungo e appuntito del superiore. Le pinne ventrali sono molto allungate e molto più grandi delle pinne pettorali, nel maschio sono molto più sviluppate che nella femmina e di solito hanno una macchia gialla arancio all'estremità

 

Jacopo e Mauro 

I FILM CHE HO VISTO

  CHICAGO FIRE AVATAR 2 BOHEMIAN RAPSODY   JURASSIC WOR LD JURASSIC PARK   MAMMA HO PERSO L’AEREO FRANCI