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Il compleanno di mio zio è stato il Sabato 24 giugno.

Mio zio però lavorava quella sera, ma noi siamo usciti lo stesso. Eravamo in 6 e abbiamo fatto l’aperitivo in un bar a Cunardo, abbiamo    mangiato tante cose buone:  le patatine, la   focaccia, il pane, l’affettato, era tutto buono.          Alle otto la zia ha prenotato in un ristorante, dove ho mangiato la pizza alla verdure, e ho bevuto acqua naturale.     
Alle 22 e 30  sono andata a fare una sorpresa dove lavora mio zio e abbiamo   mangiato il tiramisù, io ne ho mangiati due pezzi.  Abbiamo fatto tardi, erano le  00: 30  e   siamo  andati  a  bere  qualcosa.
 Ho  dormito da mia zia che si chiama  Paola, mi  sono  alzata  alle  10 e  qualcosa  ed è venuta  mia   Mamma  a prendermi.
Poi  sono  andata a  casa mia e  c’era  mia  cugina che si chiama Francesca, mia mamma   gli ha fatto un regalo:   una maglietta   corta blu.     
Mi sono divertita   un casino    abbiamo fatto delle risate, abbiamo parlato tante cose belle mi piace stare in compagnia.  



Sharon 

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L'ITALIANIZZAZIONE DELLE PAROLE STRANIERE

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LA PAROLA “MOTOCAMPESTRE” PRONUNCIATA NEI MEDIA È INTROVABILE

La parola “motocampestre”, ovvero l’equivalente italiano dell’anglicismo “motocross”, non si trova pronunciata in nessun video o podcast, ad eccezione che nelle descrizioni di due video dove compare soltanto scritto, su un sito di un cinegiornale svizzero. Nel primo datato 1952 parla in tedesco sottotitolato in italiano e nel secondo datato 1953 parla in italiano dove compare soltanto la scritta “motocampestre” come titolo, senza neanche una volta pronunciare la stessa parola durante il filmato (collegamento: https://www.memobase.ch/it#find/query=motocampestre ), e in più in un cinegiornale italiano censurato datato 1949 che è stato poi perso negli anni compare scritto con il titolo "gara moto-campestre" nell'indice dei servizi dove è stato successivamente inserito in un libro del 2009 scaricabile in un file PDF da un sito di un archivio audiovisivo italiano (collegamento: https://www.aamod.it/wp-content/uploads/2016/09/AAMOD-annale-11_2008_integrale.pdf ), ma intanto com

LE BANDIERE, I CARTELLI E I LOGHI

La mia passione, oltre a quello delle parole straniere da tradurre in italiano, sono le bandiere, i cartelli e i loghi poiché sono molto belli, colorati e creativi. Dedico molto tempo ad approfondire la conoscenza di questi simboli, mi piace ricercarli in internet specialmente quelli di una volta per guardare com'erano fatti. A casa mia colleziono anche libri dedicati a questi simboli. La mia prima passione sono le bandiere che sono dei drappi di uno o di più colori variamente disposti, attaccati lungo uno dei lati a un’asta o all’albero della nave su cui vengono innalzati: simboli di una nazione, di un’associazione, di un partito, o insegne di corpi e unità militari. In particolare preferisco moltissimo le bandiere nazionali del passato. La scienza che studia le bandiere si chiama “vessillologia”, parola coniata da Whitney Smith nel 1959 che è il fondatore americano della FIAV (Federazione Internazionale Associazioni Vessillologiche), cioè la federazione internazionale dedicata