lunedì 18 febbraio 2019

La mia Puglia


Oggi vorrei raccontarvi qualche cosa della mia regione d’origine: la Puglia.
Sono andato in vacanza lì per un po' di anni (sia da solo che con mia mamma): il paese precisamente si chiama Cerignola e ci aspettavano ogni estate mio nonno, mia nonna e in alcune città vicine c’erano degli zii.
Mi ricordo che mio nonno andava a vendere i fichi d’india (molto dolci, ma difficili da pulire) e io lo aiutavo. Questi frutti li raccoglieva nei campi a Manfredonia: si alzava presto alla mattina e la giornata lavorativa era molto lunga perché fino a notte vendevamo questi frutti.
Sono andato al mare a Margherita di Savoia con mamma, Luciano e Mirko: l’acqua era molto bella e chiara, è stata una giornata divertente, perché abbiamo pranzato sulla spiaggia, fatto il bagno e preso il sole.
L’estate in Puglia è piena di feste: tutte le sere  nelle piazze dei paesi e sulle spiagge si può ballare, cantare e mangiare tante specialità di questa regione piena di vita.
Mi ricordo che un giorno abbiamo fatto una gita particolare: siamo andati tutti insieme a visitare San Giovanni Rotondo (in provincia di Foggia), luogo in cui è morto Padre Pio.
Vicino al centro di Cerignola si trova la Cattedrale di San Pietro apostolo (detta anche Duomo Tonti), la quale è molto grande e ricca di decorazioni ma affollata in estate.
La cucina pugliese è piena di piatti tradizionali buoni e saporiti; ci sono molte ricette che mi sono piaciute ma quelle che più mi hanno colpito sono i panzerotti fritti, il pasticciotto leccese, le friselle. Qui di seguito vi propongo le loro preparazioni:

 I panzerotti fritti


Al centro di ogni disco di impasto, adagia un cucchiaio di ripieno, inumidisci il bordo di ciascun disco di impasto con una spennellata di olio, richiudili a mezzaluna e assicurati che i bordi siano completamente chiusi. Puoi rifilare i bordi con una rotella “taglia e chiudi” o semplicemente con le punte di una forchetta.
Friggi subito (per non inumidire l’impasto) in abbondante olio extravergine d’oliva (a 180°) da entrambi i lati fino a completa doratura. Sistemali su un piatto con della carta da cucina per assorbire l’olio in eccesso. Servili caldi accompagnandoli con un buon bicchiere di birra artigianale pugliese.

Pasticciotto leccese


Prendi la frolla, spolverizza il tavolo con la farina, fai un rotolo con la frolla e ricava dei grossi pezzi di pasta di circa 5-6 cm di diametro. Schiaccia ciascun pezzo (1/2 cm).
Senza ungere gli stampi (ovali in alluminio), coprili completamente con la frolla e lascia che la pasta esca fuori dai bordi. Con l’aiuto di un cucchiaio o con una sac-a-poche, riempi gli stampi con la crema e ricoprili con un altro strato di frolla (più sottile). Sigilla i bordi con cura, premendo sul bordo della frolla in modo da dare al pasticciotto la sua forma a cupoletta. Mettili a raffreddare in frigorifero per un’ora.
Spennella con un uovo sbattuto ciascun pasticciotto leccese, preriscalda il forno e infornali a 220° forno statico (nella parte media del forno)per 7′-8′ , gira la teglia e cuoci ancora per 3-5 minuti, fino a completa doratura


 Friselle

La frisella pugliese assume diverse diciture in base ai vari dialetti regionali, come ad esempio frisedda, freseddaa, o frisa.
Si presenta alla vista come una ciambella salata, biscottata, di colore marroncino; è prodotta con grano duro oppure orzo, ma anche da entrambi combinati tra loro. Si ottiene attraverso una doppia cottura (bis-cotto), eseguita in forno, ed in questo differisce dal pane. Dopo la prima cottura, la forma della frisella viene tagliata a metà, trasversalmente, con un filo, praticando la cosiddetta modalità a strozzo, e successivamente i due fondi della forma sono nuovamente cotti in forno, per eliminare l’umidità residua della pasta e poterla poi gustare.

Per rendere il pasto ancora più buono, vi consiglio questo vino che potrà accompagnare ogni vostro piatto.



Vino aleatico

Questo vino, prodotto in tutta la regione, prende il nome dall’omonimo vitigno. Ottenuto da uve lasciate maturare fino all’appassimento in modo da ottenere una elevata gradazione zuccherina e quindi di riflesso un’alta gradazione alcolica viene servito sopratutto a fine pasto insieme a della tipica pasticceria pugliese oppure lo si sorseggia come vino da intrattenimento. Le tipologie previste sono due: dolce naturale e liquoroso, dolce naturale.
Il primo ha una gradazione alcolica minima di 15°, il secondo è più forte, almeno 18,5°. Caratteristica comune è il colore rosso granato con riflessi violacei.


Spero che il mio racconto vi sia piaciuto e che le prossime vacanze possiate farle in Puglia!




 Stefano

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